La Biodiversità e il Patrimonio Agroalimentare
come Fattore di Identità

Presentato a Roma presso il Senato delle Repubblica
il Convegno promosso da LTBF Onlus e Festival delle Identità

Nuova iniziativa del Festival delle Identità, manifestazione promossa da Irene Pivetti e dalla sua onlus Learn To Be Free, con il patrocinio di: ONU (U.N.R.I.C. – United Nations Regional Information Centre for Western Europe), Regione Emilia-Romagna, Provincia di Parma, Comune di Parma, Università degli Studi di Parma. Il 26 maggio 2010 è stato presentato a Roma, nella prestigiosa Sala Zuccari del Senato della Repubblica, il convegno La Biodiversità e il Patrimonio Agroalimentare come Fattore di Identità.

Un importante momento di confronto e riflessione sul tema delle biodiversità (biologiche, culturali, agroalimentari) promosso, nell’anno dichiarato dall’ONU Anno Internazionale della Biodiversità, dal Festival dedicato alla difesa dell’Identità, allo sviluppo del territorio attraverso la valorizzazione delle sue tradizioni culturali, sociali, economiche. Una manifestazione fortemente voluta da Irene Pivetti per portare lavoro e sviluppo nell’area dei comuni dell’appennino parmense, e particolarmente nell’area di Berceto, di cui è assessore alla piena occupazione.

Il Convegno ha visto la partecipazione di importanti relatori, accolti dal moderatore Sen. Lamberto Dini, Presidente della Commissione Affari Esteri ed Emigrazione e da Irene Pivetti, Presidente di LTBF Onlus: Dott. Damiano Luchetti, Programme Officer FAO, Natural Resources Management and Environment Department, Dott. Cesare Azzali, Presidente del Collegio Europeo, Prof. Giuseppe G. Castorina, Dir. Dipartimento di Lingue Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma Sapienza, Dott. Luca Natale, responsabile comunicazione del Parco delle Cinque Terre, Luigi Lucchi, Sindaco di Berceto (Parma), l’attrice Sabrina Paravicini e il poeta Franco Pesce.

Il Convegno è il naturale seguito di un’altra conferenza di rilevanza internazionale, promossa dal Festival delle Identità: la presentazione del Rapporto Onu Lo stato delle popolazioni indigene nel mondo l’appuntamento, tenutosi in una sede di massimo prestigio come la Camera dei Deputati. A dimostrazione del respiro internazionale che connota il Festival, molto legato al territorio ma allo stesso tempo aperto a più ampi orizzonti.

Il Presidente Dini ha introdotto il tema della Biodiversità come «misura del valore di un ambiente, la varietà è ricchezza», e di come la perdita della biodiversità si traduca in una
maggiore vulnerabilità del territorio. «La biodiversità va preservata – ha aggiunto - in questo periodo storico viviamo un degrado generale dell’ecosistema mondo, questo rende ancor più vitale una buona gestione di agricoltura e foreste. La vita è garantita dalla diversità ecologica, la varietà è una ricchezza. La biodiversità èdunqu vita, e si regge su equilibrio e buona gestione delle risorse che l’ecosistema ci offre».

Ognuno dei relatori ha affrontato diversi aspetti della questione Biodiversità. Damiano Luchetti, direttore del dipartimento Biodiversità della FAO, nel suo intervento su Sicurezza alimentare e lotta alla povertà: Il ruolo chiave della biodiversità e dei servizi ecosistemici, ha affermato che, quello che lui definisce approccio biodiversità è l’approccio risolutivo per combattere i problemi legati alla produttività agricola, all’aumento dei livelli di nutrizione, al miglioramento della vita delle popolazioni rurali e alla crescita economica. «La FAO si è resa conto che la biodiversità e lo sviluppo sostenibile sono “la” risorsa per lottare contro la fame e la povertà nel mondo. L’approccio biodiversità è diverso e va oltre l’approccio ambientalista che ha l’obiettivo, pur importantissimo, di preservare la natura. Mi spiego: oggi nel mondo ci sono un miliardo di persone malnutrite, è il numero più alto dal 1970. La sicurezza alimentare non verrà mai raggiunta senza l’uso della biodiversità. La strategia della FAO è usare i metodi già presenti in natura: ciò che mangiamo dipende dalla biodiversità a disposizione. La sfida da cogliere è inserire le biodiversità nei settori produttivi», ha spiegato Luchetti, annunciando inoltre la pubblicazione nel 2017 del primo Rapporto FAO completo sulle Biodiversità.

Il Presidente del Collegio Europeo Cesare Azzali, parlando della Disciplina europea delle denominazioni d’origine quale fattore di tutela della biodiversità, ha sottolineato come le Denominazioni d’Origine Protetta siano lo strumento che l’Europa ha voluto per salvaguardare le identità agroalimentari, essendo attribuito a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti. «Non dobbiamo vivere da italiani in Europa, bisogna ragionare da Europei italiani. Il modo per preservare l’identità non è chiudersi nel proprio territorio ma preservare la qualità del prodotto e fare comunicazione sul prodotto stesso. In questo mondo che è ormai “un tutt’uno”, sempre più omogeneo e indistinto nelle sue identità e tradizioni – poi concluso – la varietà e la diversità sono la vera ricchezza».

Nel suo intervento Luca Natale (Parco delle Cinque Terre) ha sottolineato con convinzione l’importanza della collaborazione tra Liguria, Emilia-Romagna e Toscana affinché si dia impulso allo sviluppo di sinergie costruttive: «Invece di parlare di realtà specifiche, perché non parlare di creare una vera e propria rete tra queste regioni confinanti, con l’obiettivo di rafforzare vicendevolmente le proprie identità e la propria offerta, ma nell’ottica più ampia di una comunione di intenti. Abbiamo bisogno di un ambientalismo attivo – ha aggiunto – che si batta per la tutela della Biodiversità anche intesa nel senso più ampio di insieme di sapori e saperi».

Grazie all’intervento del professor Castorina, che si occupa di Ecolinguistica, il convegno è stato anche un’occasione per parlare dell’importanza della salvaguardia delle diversità linguistiche: «Si prevede che nel 2050 rimarranno dieci lingue dominanti e che se ne perderanno oltre 6000. La mancata tutela della biodiversità e l’estinzione del territorio significano anche estinzione di etnie e culture, quindi perdita delle tante diversità linguistiche presenti sulla terra, espressione di altrettante culture, spesso antichissime». In un mondo globalizzato, sempre più interconnesso, se non si agisce in favore della salvaguardia di queste realtà, anche linguistiche, si rischia di perdere tradizioni e saperi di tante culture, che andrebbero incontro all’estinzione: una perdita per l’umanità tutta, che si ridurrebbe ad una mono-cultura ed una monolingua. Si pensi a cosa significherebbe, ad esempio in Italia, la perdita delle nostre tante identità, linguistiche e culturali, che sono la vera grande ricchezza del nostro patrimonio. Identità che, ancorché dividerci in localismi, deve e può  diventare il nostro punto di forza per portare sviluppo.

Irene Pivetti ha concentrato il suo intervento su salvaguardia dell’Identità e Sviluppo, temi portanti della sua onlus LTBF che ha ideato il Festival delle Identità al fine di portare sviluppo e occupazione in aree depresse puntando proprio sulla valorizzazione delle specificità e tradizioni culturali, sociali, economiche e produttive. «Parma è una delle province più ricche d’Europa, ma il 60% del territorio del suo territorio è composto da montagne e da piccoli centri che hanno forti difficoltà economiche e quindi sociali. Questi paesi però hanno anche una grande ricchezza: il forte legame con la loro identità e un territorio molto ricco dal punto di vista naturalistico. E’ da qui che bisogna partire: è necessario coniugare identità locali ed economia, preservando le tradizioni ma calandole nel contesto moderno che viviamo. Berceto è un simbolo delle migliaia di altri comuni italiani, un patrimonio culturale, sociale, economico da proteggere e valorizzare. Noi di LTBF Onlus abbiamo voluto il Festival delle Identità proprio per fare questo: portare sviluppo scommettendo sulle tante risorse, a partire da quelle umane, del territorio». L’ex Presidente della Camera ha concluso con questa riflessione: «La scelta di presentare i convegni del Festival delle Identità in sedi di massimo prestigio, oggi al Senato della Repubblica, a marzo scorso presso la Camera dei Deputati con la presentazione del Rapporto ONU sulle popolazioni indigene, ha una motivazione ben precisa: sono fortemente convinta che le Istituzioni rappresentino alimento e fonte inesauribile di dialogo e confronto, fondamentale punto di riferimento per la società tutta, anche e soprattutto per chi è più debole ed altrove non riceve ascolto per l’affermazione dei propri diritti».

Grande attenzione infine per l’intervento del Sindaco Luigi Lucchi, il quale ha raccontato le vicende che lo hanno portato più di venti anni fa all’idea del gemellaggio con gli indiani Lakota e il bellissimo incontro tra questo popolo così lontano ed orgoglioso della propria identità e una piccola comunità, altrettanto legata alla propria terra, quale era ed è quella bercetese. «La cosa che accomuna la nostra identità a quella dei Lakota è sicuramente il forte legame con la propria terra e la propria cultura – ha detto, accorato, il Sindaco - ma questo non basta: loro hanno anche l’autostima, ecco a noi questo manca, l’autostima, che è diversa dal folklorismo italiano! Dobbiamo salvaguardare il nostro territorio e credere fortemente nella possibilità di sviluppo. Noi siamo un piccolo paesino eppure abbiamo ben due caselli autostradali: questo vuol dire che transitano vicino Berceto milioni di automobilisti e quindi di potenziali turisti, acquirenti dei nostri prodotti, avventori delle nostre attività di ricezione. Questo potrebbe essere un importante volano per la nostra economia. Dobbiamo puntare su questo e noi ci stiamo impegnando in questo senso, cercando la collaborazione degli altri Organi di Governo del territorio».
 
Il Convegno è stato inoltre arricchito dalla lettura di versi del poeta emiliano Franco Pesci, letti da Sabrina Paravicini, nota attrice, doppiatrice, regista. In platea personalità del mondo delle Istituzioni, dell’imprenditoria, parlamentari, giornalisti. Diverse le Ambasciate che hanno voluto essere presenti al Convegno: tra questi i rappresentanti dell’Ambasciata degli Stati Uniti.

2010 Anno Internazionale della Biodiversità
L’ONU ha dichiarato il 2010 Anno Internazionale delle Biodiversità, inaugurato lo scorso gennaio a Berlino. Obiettivo dell’iniziativa è riaffermare i valori della Convenzione internazionale della diversità biologica e del Countdown 2010 (l'impegno preso nel 2002 da alcune nazioni, tra cui l'Italia, di ridurre significativamente la perdita di biodiversità entro il 2010), e aumentare la consapevolezza dei governi e del grande pubblico dell'importanza della diversità biologica per la vita sulla Terra.

La Convenzione è una pietra miliare nel diritto internazionale: per la prima volta la conservazione della diversità biologica viene riconosciuta come “esigenza comune dell’umanità” e parte integrante dello sviluppo. Essa è vincolante e i paesi firmatari sono tenuti a recepirne le disposizioni. L’organo decisionale è la Conferenza delle parti (Conference of Parties COP). Il prossimo incontro avrà luogo dal 18 al 29 ottobre 2010. Obiettivi principali della Convenzione sono: la conservazione della diversità biologica; l’uso sostenibile degli elementi di biodiversità; la distribuzione equilibrata ed equa dei vantaggi e dei guadagni derivanti dall’uso delle risorse.

Biodiversità è il termine che designa tutte le forme di vita sul pianeta Terra, essa è il frutto di un’evoluzione durata miliardi di anni, sotto l’egida dei processi naturali e, sempre più, sotto l’influenza degli esseri umani. In questa “diversità” vengono incluse le molte varietà di piante, di animali e di microrganismi, ma anche le differenze genetiche all’interno di ogni specie. Dalla scoperta dell’agricoltura, passando per la rivoluzione industriale e arrivando ai giorni d’oggi, abbiamo rimodellato paesaggi, animali, deciso (spesso inconsapevolmente) estinzioni di esseri viventi in modo irrimediabile, senza tenere conto di tutto ciò.

Nonostante il nostro modo di vivere sia molto cambiato col passare del tempo, basti pensare alla nostra alimentazione, oggi condizionata dal commercio degli alimenti piuttosto che dalle stagioni o dalla natura, la diversità biologica deve essere difesa perché è il pilastro della civiltà.
E’ grazie alla diversità genetica di animali e piante, anche all’interno di un piccolissimo territorio, che il pianeta è popolato di una straordinaria biovarietà.

I nostri ritmi biologici e culturali sono spesso scanditi, senza che noi ce ne ricordiamo, dai cicli naturali: basti pensare al Natale, coincidente, inizialmente, con il solstizio d’inverno e le celebrazioni del Sol Invictus; ad Halloween, ora festa puramente commerciale, non era che la celebrazione celtica dei ritorno delle greggi e, con loro, degli spiriti dei morti; o ancora al fatto che il ciclo dell’agricoltura non prescinde mai dalle fasi lunari.

Esistono vari e importanti motivi per mantenere un'elevata biodiversità, sia a livello nazionale che locale. La perdita di specie, sottospecie o varietà comporterebbe infatti una serie di danni e, in particolare un danno: a) ecologico, perché comporta un degrado della funzionalità degli ecosistemi; b) culturale, perché si perdono conoscenze e tradizioni umane legate alla biodiversità; c) economico, perché riduce le risorse genetiche ed il loro potenziale di sfruttamento economico.Il mantenimento di ecosistemi sani aiuta a mitigare gli effetti estremi dovuti alle variazioni  climatiche. La vegetazione nelle città protegge, ad esempio, dall'effetto noto come isola di calore, la vegetazione costiera e le dune proteggono dagli effetti di tsunami, o anche da più comuni burrasche o altri eventi climatici.

La visione moderna del rapporto fra uomo e ambiente è quella che riconosce la diversità biologica come elemento chiave del funzionamento dell'ecosistema Terra. La diversità biologica, quindi, è considerata a tutti i livelli ed include non solo la varietà delle specie e sottospecie esistenti, ma anche la diversità genetica e la diversità degli ecosistemi.

Durante tutto il 2010 nel nostro paese e in tutto il mondo saranno organizzati eventi, convegni internazionali e seminari su questo tema fondamentale. In questo contesto di iniziative si colloca il Convegno promosso dal Festival delle Identità, un progetto internazionale dedicato alla valorizzazione dell’identità dei popoli e del legame con la loro terra in tutte le sue declinazioni: culturali, sociali, etniche, alimentari. Il convegno sulla Biodiversità è stato preceduto dalla presentazione del Rapporto ONU Lo stato delle popolazioni indigene nel mondo, presentato lo scorso alla Camera dei Deputati, a conferma dell’impegno di LTBF Onlus e Festival delle Identità per la tutela e valorizzazione delle identità e minoranze, in Italia e nel mondo.

LTBF Onlus è un’associazione a finalità sociale, nata da un’idea di Irene Pivetti, i cui obiettivi sono: promuovere il lavoro come fondamentale strumento di inclusione sociale (in particolare per persone in difficoltà); proporre progetti di sviluppo e valorizzazione del territorio, finalizzati alla creazione di nuove opportunità di lavoro in aree svantaggiate; affermare il valore di una visione etica del lavoro e della responsabilità sociale d’impresa; porre l’attenzione su modelli ed esperienze che valorizzino la centralità della persona nei processi di produzione (a partire dalla sicurezza dei lavoratori, non sfruttamento di minori, riduzione dell'impatto ambientale, attenzione a qualità e sicurezza dei prodotti).

Da questa attenzione alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse nasce la collaborazione tra LTBF Onlus e il Comune di Berceto, paese dell’Appennino tosco-emiliano ricco di storia e di risorse, ma che si confronta con difficoltà di sviluppo territoriale tipiche di molti territori montani. Berceto, piccolo centro dell’Appenino parmense, sito nella comunità montana delle valli del Taro e del Ceno, a cavallo tra due regioni, l’Emilia-Romagna e la Toscana, collegato con tre importanti porti (La Spezia, Livorno, Genova),
ha una consolidata tradizione di crocevia di relazioni e scambi culturali. Nell’antichità tappa essenziale del pellegrinaggio sulla Via Francigena, oggi gemellata con una tribù Lakota del Sud Dakota negli Stati Uniti, Berceto sembra essere il luogo ideale per la sede di un progetto dedicato alla valorizzazione dell’Identità.

Dall’incontro tra LTBF Onlus e Berceto nasce l’idea del Festival delle Identità, manifestazione nata allo scopo di valorizzare e promuovere lo sviluppo del territorio, per creare nuove opportunità di lavoro e di aggregazione sociale, secondo quella che è la visione di Learn To Be Free Onlus, cioè a partire dalle sue specificità culturali, sociali, economiche.