Grande successo per la due giorni di convegni, incontri, seminari dedicati al tema delle Identità, promossi dal Festival delle Identità, ideato da Irene Pivetti e dalla sua onlus Learn To Be Free, in collaborazione con Sapienza Università di Roma (Facoltà di Scienze Politiche), Università Roma Tre (Dipartimento di Letterature Comparate), Medusa Group, l’associazione culturale Eurolinguistica-Sud e il Gran Premio del Doppiaggio.

 
L’evento ha ospitato numerose personalità del mondo accademico, del cinema, della televisione, del teatro, invitati a parlare delle varie declinazioni del tema delle Identità.
 
Entusiasta la risposta degli studenti, che hanno aderito numerosi all’appello dei loro docenti e dell’ex Presidente della Camera Irene Pivetti ed hanno ascoltato con grande interesse gli interventi dei tanti relatori. Tra di essi citiamo Irene Pivetti Presidente di LTBF Onlus, Giuseppe Castorina (Sapienza Università di Roma), Claudio Trionfera (Medusa Distribution), Fiamma Izzo (direttore di doppiaggio), Mariolina Venezia (scrittrice e sceneggiatrice, Premio Campiello 2007), Masolino D’Amico (critico letterario, scrittore, sceneggiatore), Alberto Di Stasio (attore di teatro e cinema, serie tv Boris), Marina Tagliaferri (attrice, serie tv Un posto al sole), Marinella Rocca Longo (Università Roma Tre), Giuseppe Sciacca (regista RAI), Guido Barlozzetti (giornalista RAI, scrittore e conduttore di Uno Mattina), Luigi Lucchi (sindaco di Berceto, paese gemellato con gli indiani Lakota), Sabrina Paravicini (attrice e sceneggiatrice), Daniela Giordano (direttrice del Festad’Africa Festival, fiction Borsellino), Anna Olivucci (Marche Film Commission), Gianluca Curti (produttore, sceneggiatore, editore), Alessandro Achille (autore e conduttore radiofonico), Alessandra Centis e Giuseppe Manganaro (DGT Antenna per il multilinguismo del Parlamento Europeo), Paolo Monaci (produttore e regista), Roberto Chevalier (attore e doppiatore), Umberto Asti (produttore e regista).
 
Il Festival delle Identità è un grande evento internazionale che si svolge da marzo a novembre 2010 tra Berceto, Parma, Roma, New York e Malta. Il progetto Festival delle Identità nasce in un piccolo paesino dell’Appennino parmense (Berceto) e si sviluppa in un programma di interventi dedicati alla valorizzazione dell’Identità di popolo e del legame con la sua terra, in tutte le sue declinazioni, culturali, sociali, etniche, alimentare. Particolarmente apprezzati dagli studenti gli interventi di Irene Pivetti e del Sindaco Luigi Lucchi, il quale ha raccontato le vicende che lo hanno portato più di venti anni fa all’idea del gemellaggio con gli indiani Lakota e il bellissimo incontro tra questo popolo così lontano ed orgoglioso della propria identità e una piccola comunità, altrettanto legata alla propria terra, quale era ed è quella bercetese.  
 
Il Festival delle Identità è un contenitore ricco di iniziative e progetti, sociali, culturali, imprenditoriali. Questa I edizione nasce all’insegna di due importanti eventi culturali di respiro nazionale e internazionale: il Premio Luigi Malerba di Narrativa e Sceneggiatura e l’Identità Film Festival.
 
Accanto al tema dell’Identità come valore e patrimonio culturale, il Festival, che nasce anche come aggregatore di imprese al fine di produrre sviluppo e lavoro sul territorio, ha voluto dedicare una sezione importante al tema dell’identità socioculturale come base per la definizione dell’offerta turistica, il Cineturismo. A tal proposito Anna Olivucci ha parlato della sua esperienza di responsabile di Marche Film Commission: «ll Cinema ha un ruolo importante anche come promozione del territorio, e che per fare questo c’è bisogno di una identità forte», sottolineando il forte impatto economico sul territorio che hanno  film come Il Signore degli anelli, Il commissario Montalbano, le fiction come Capri. Il territorio può trovare nel Cinema un riorientamento della propria vocazione e il rafforzamento della propria identità, l’importante è che si faccia la giusta distinzione tra Identità-Immagine-Stereotipo.
 
Tra i numerosi interventi: la scrittrice Mariolina Venezia,  che ha parlato del suo libro Mille anni che sono qui, con il quale ha vinto il Premio Campiello, dedicato alla sua terra, la Basilicata. L’autrice ha raccontato all’attenta platea la gestazione del suo romanzo e la sorpresa nell’apprendere che il suo libro, così legato ad una realtà locale, stava avendo un grande successo anche in Cina e in Corea. «La Basilicata per me è sempre stata una terra dell’anima, da cui però mi sono presto allontanata per poter seguire le mie aspirazioni….il mio libro trae ispirazione dai racconti di mia nonna e degli anziani del paese, da una grande ricerca sugli scritti di carattere biografico, dalle autobiografie spesso sgrammaticate dei Briganti.. ho cercato di “far parlare” un popolo, con la sua identità, senza mediazioni.. Forse la ragione profonda del successo di questo libro è che quando si riesce ad essere molto specifici nella propria identità culturale si è in qualche modo anche universali».
 
Gianluca Curti ha parlato del suo lavoro di produttore cinematografico indipendente che crede fortemente in prodotti che raccontino una realtà, una identità ben precisa, a volte anche molto difficile, come nei film Fortapàsc (regia di Marco Risi, 2009) e Napoli, Napoli, Napoli (regia di Abel Ferrara, 2010), da lui prodotti. «Il Cinema è un forte volano economico ma anche culturale, può essere un’ancora per portare progresso civile e crescita personale, in alcune realtà difficili come Napoli, dove abbiamo ambientato i nostri ultimi film, la cultura è anche un antidoto a tante devianze».
 
L’attrice Marina Tagliaferri ha parlato della sua esperienza nella serie tv Un posto al sole, un classico esempio di inserimento culturale e linguistico di un format non italiano (finlandese) riadattato alla nostra cultura, utilizzando nostre risorse, nostri attori, il nostro linguaggio e la nostra cultura. L’attrice parla della riscoperta delle Identità culturali e linguistiche nel cinema, nella tv, nel teatro: «L’Italia è fatta di mille dialetti, di tanti luoghi così diversi, di altrettante location. Questa scoperta delle tante identità culturali e dialettali ha portato noi attori a una grande difficoltà, l’uso del dialetto mentre per anni nelle scuole di recitazione ci hanno insegnato a perdere l’accento!! Oggi infatti le storie sono molto legate al territorio, vedi un film di grande successo come Gomorra». 
 
Il critico letterario e docente Masolino D’Amico ha fatto un (applauditissimo) excursus nella rappresentazione del vero nel Cinema, dagli albori ai giorni nostri: dai film prevalentemente in interni delle prime produzioni al vero del Neorealismo al vero ricostruito fedelmente all’originale, come accade nei film oggi, evidenziando la progressiva riscoperta della coloritura dialettale nel linguaggio. D’Amico ha poi introdotto Daniela Giordano, famosa al grande pubblico per aver interpretato la moglie di Paolo Borsellino nella fiction dedicata al grande giudice assassinato dalla mafia. L’attrice ha parlato del suo festival dedicato all’Africa e alla sua grande produzione artistica, teatrale, culturale: «Le diversità nell’arte e tra le culture sono una ricchezza,  un modo per favorire il dialogo tra i popoli e la pace universale».
 
Infine un altro intervento molto applaudito, quello dell’attrice, sceneggiatrice e regista  Sabrina Paravicini, la quale ha concluso con parole di grande apprezzamento per il progetto Festival delle Identità, descrivendo l’intervento di Irene Pivetti come «una magia», aggiungendo, «A me l’intervento di Irene Pivetti ha dato speranza: il suo progetto di riaprire al mondo un piccolo paesino, Berceto. E’ stato molto bello ascoltare l’entusiasmo nel raccontare la sua iniziativa, la sua determinazione nel voler ridare la speranza a quella popolazione e creare quei 100 posti di lavoro di cui ha parlato!». La Paravicini ha spronato i ragazzi ad avere questo stesso tipo di entusiasmo nel perseguire i proprio obiettivi e le proprie aspirazioni.
 
Un momento magico ha concluso l’evento alla Sapienza: in collaborazione con la Medusa film s.p.a. è stato proiettato un bellissimo documentario su Baarìa, l’ultimo film del regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, dedicato alla sua natìa Bagheria, nell’ambito del dibattito su Identità plurilingue per le arti del grande e del  piccolo schermo
 
Nel corso degli incontri si è svolto anche un seminario sul doppiaggio organizzato in concomitanza con il “Gran Premio internazionale del Doppiaggio”, un evento finalizzato ad offrire al doppiaggio il giusto riconoscimento culturale, linguistico, professionale attraverso gli strumenti didattici comuni ad altre discipline: istruzione, formazione, perfezionamento e avvio della professione.