Aperta alla comunità di Berceto la villa confiscata alla mafia dei casalesi

Si trova a Berceto, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, il primo bene confiscato alla mafia nella regione Emilia-Romagna a diventare pubblico. La villa è destinata ad ospitare un centro sociale, una biblioteca, laboratori e una piscina. Per ora il Comune ha solo in concessione il bene, in attesa della futura assegnazione definitiva dell’immobile. Grande la soddisfazione del sindaco Luigi Lucchi e di Irene Pivetti, assessore all’occupazione del piccolo comune di duemila anime e presidente di LTBF onlus, da anni molto attiva sul territorio con una serie di iniziative volte a supportarne lo sviluppo e la valorizzazione. «La confisca e il riutilizzo pubblico di un bene sottratto alla mafia – ha spiegato Irene Pivetti - ha un grande valore simbolico, per tutti noi e per i nostri ragazzi in particolare. Siamo felici che questo spazio possa essere aperto alla collettività di Berceto, uno dei tanti piccoli comuni italiani, troppo spesso dimenticati dalle Istituzioni, che spesso si trovano ad affrontare da soli enormi difficoltà, innanzitutto  la disoccupazione e l’abbandono da parte dei giovani».