Lanciata al Parlamento Europeo una proposta volta ad assicurare la trasparenza del mercato delle pietre preziose nell’Unione Europea

Ieri, giovedì 12 novembre 2009, nella Sala Stampa del Parlamento Europeo a Bruxelles, i Vice Presidenti On. Gianni Pittella e On. Roberta Angelilli, e Irene Pivetti, Presidente di Learn To Be Free Onlus, hanno presentato il progetto Gioiello Etico – Ethical Jewel alla presenza di europarlamentari, Associazioni di categoria nazionali e internazionali, Istituti di Ricerca, organismi impegnati nella cooperazione internazionale.

Il programma, promosso dalla fondazione LTBF Onlus in collaborazione con C.I.B.J.O.The World Jewellery Confederation, sostiene, in Europa e nel mondo, una cultura della trasparenza e della responsabilità sociale d’impresa nell’ambito della filiera produttiva dei gioielli e preziosi: eticità dei rapporti sociali, definizione di parametri oggettivi per l’importazione della materia prima prodotta dalla “filiera etica”, diritto/dovere al lavoro e alla salute dei lavoratori del settore, rispetto dell’ambiente.

L’obiettivo è quello di pervenire all’individuazione di buone pratiche in seno all’intera filiera produttiva dei preziosi e alla regolamentazione delle stesse quali norme del mercato orafo, argentiero e affini.

«La prima tappa del lavoro – ha spiegato Irene Pivetti nel corso della conferenza stampa – sarà quella di invitare tutti i membri del Parlamento Europeo a partecipare ad un gruppo di lavoro che si ponga gli obiettivi della sorvegliana del mercato, della corretta informazione dei consumatori e dell’armonizzazione legislativa».

In un secondo tempo «si potrà chiedere un’iniziativa da parte della Commissione Ue», ha affermato il Vice Presidente on. Pittella, spiegando che «la tracciabilità delle pietre e del metallo preziosi sono non semplicemente un requisito di un mercato trasparente, che garantisca una corretta gestione fiscale delle imprese e un miglioramento del mercato internazionale. Sono fondamentali per garantire che vengano rispettate le regole che esistono già sia a livello internazionale ed europeo che a livello nazionale. Dobbiamo assicurarci che i diritti umani fondamentali, le regole di mercato, le responsabilità sociali delle imprese siano effettivamente implementate, in tutti i Paesi interessati dalla filiera
produttiva dei preziosi, dall'estrazione fino alla bottega artigianale del gioielliere italiano. L'eticità del lavoro e la sostenibilità ambientale sono argomenti che tutti condividono, ma bisogna anche sensibilizzare il consumatore ad un acquisto "etico". Necessitiamo di una vera operazione di sistema che ci incoraggi a proseguire nel nostro sforzo verso: la riduzione generalizzata delle barriere tariffarie e non tariffarie, l’armonizzazione delle procedure e delle legislazioni in materia; l’effettiva sorveglianza sul mercato; la corretta informazione al consumatore»
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La Vice Presidente On. Angelilli ha affermato che l’argomento ha ottime basi giuridiche e normative per essere affrontato dalla Commissione Commercio Internazionale, proponendo di coinvolgere anche la Commissione Sviluppo del Parlamento Europeo e di agire sul «versante della tutela dei diritti dei minori», che in molti paesi vengono sfruttati nell’estrazione dalle miniere e nella lavorazione delle pietre preziose.

Irene Pivetti, promotrice dell’iniziativa con la fondazione LTBF Onlus, ha concluso affermando che «i tempi di attuazione si annunciano molto lunghi» ma che il livello giusto dove «agire è quello europeo», ed ha annunciato ufficialmente il primo Forum Internazionale Gioiello Etico – Ethical Jewel, convegno internazionale che riunirà i soggetti impegnati nella produzione e nella lavorazione dei preziosi, che si terrà a Roma, nella primavera 2010, con cadenza annuale.